Allergie alimentari infantili, attenzione al calcio

04/11/2009

Il 9% dei bimbi con meno di tre anni soffre di un’allergia alimentare soprattutto nei confronti del latte e dei suoi derivati. Le raccomandazioni dei nutrizionisti per assicurare in questa fase di crescita il giusto apporto di calcio.

Il giusto apporto di calcio nella dieta dei bimbi con intolleranze alimentariLa tavola può nascondere un’insidia per il 9% dei piccoli con meno di tre anni. Secondo un’indagine online condotta dal sito www.ambulatorio.com che ha coinvolto 2500 genitori, sarebbero infatti almeno 150.000 i bimbi italiani affetti da un’allergia alimentare, in particolare verso il latte e i suoi derivati e, a seguire, nei confronti di uova, noccioline e arachidi.
Si tratta di allergie che tendono a regredire con la crescita, per scomparire del tutto, in molti casi, intorno all’età di sei anni. Nel frattempo è opportuno evitare che i piccoli assumano alimenti che possano causare reazioni allergiche. Nel caso di latte e formaggi, per esempio, i sintomi possono manifestarsi già nei primi mesi di vita con disturbi gastro-intestinali (diarrea, vomito, rigurgiti, coliche, scarso accrescimento ponderale), sintomi respiratori, eruzioni cutanee. Un aspetto da considerare, e da non sottovalutare, in questi casi è quello di assicurare comunque in questa delicata fase di crescita un adeguato apporto di calcio, minerale che l’organismo assimila principalmente proprio da latte e derivati. «È indispensabile fino ai 18 anni», afferma Italo Farnetani, pediatra e docente universitario dell’Università Milano Bicocca. «Infatti, entro questo periodo si formano le ossa, che per tutta la vita resteranno più o meno forti a seconda del calcio che è stato introdotto nei primi 18 anni».
Per assicurare dunque ai bimbi uno sviluppo ottimale di denti e ossa, è necessario ricorrere ad altri alimenti che non dovrebbero mai mancare nella loro dieta. Tra questi, l’esperto consiglia il pesce e soprattutto le sardine che in una porzione da 100 g contengono 85 mg di calcio, oppure il tonno (54 mg). Da non trascurare gli spinaci (126 mg), il sedano (80 mg) e le lenticchie (74 mg), ma anche i fichi (54 mg), i cavoli (46 mg), le arance (42 mg) e i kiwi (38 mg).
Un’ultima raccomandazione: molta attenzione andrebbe rivolta nel leggere le etichette dei cibi proposti ai bambini allergici al latte e ai latticini. Può capitare infatti che essi contengano ingredienti con sostanze allergizzanti. «Talvolta, infatti – spiega Farnetani – hanno un nome che non ne fa sospettare la presenza. Quindi occorre leggere bene». Tra gli ingredienti «sospetti», continua il pediatra, il caseinato, il colorante caramello, siero e aromi da proteine nobili che possono contenere proteine del latte vaccino.

Ambulatorio.com

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