Bambini e alimentazione, il ruolo di mense e genitori

01/02/2010

I dati dell’Osservatorio Nazionale Grana Padano parlano chiaro: l’alimentazione dei bambini non è sana né equilibrata. Il ruolo delle mense scolastiche e dei genitori nello sviluppare un modello più salutare di alimentazione.

Dieta mediterranea anche per i piccoliViviamo nel paese esportatore della dieta mediterranea eppure a prevalere è il junk-food, il «cibo-spazzatura», in cui la fanno da padrone alimenti grassi e ipercalorici e bevande zuccherate. Un problema che coinvolge soprattutto i più piccoli, esposti quindi a obesità e patologie correlate, come rilevato di recente dall’Osservatorio Nazionale Grana Padano (OGP) che, in collaborazione con medici di medicina generale, pediatri, dietisti e nutrizionisti, esamina periodicamente le abitudini alimentari degli italiani, e in particolare quella dei bambini. 
Utilizzando un indice che considera la «mediterraneità» della dieta (il MAI, Mediterranean Adequacy Index, il cui valore ottimale è 2), gli esperti hanno analizzato la qualità dell’alimentazione di un campione di oltre 2.000 bambini (dai 7 ai 10 anni) su tutto il territorio nazionale. Si è così scoperto che in nessuna parte d’Italia si raggiunge un indice soddisfacente: i valori più alti si sono registrati nel Nord-Est (1,37), seguito dal Nord-Ovest (1,23), dalle Isole (1,20) e, in ultimo, dal Sud (1,09). «I nostri figli rischiano di vivere meno e con più malattie rispetto ai loro nonni – commenta Claudio Maffeis, professore di pediatria presso l’Università di Verona e membro del comitato scientifico dell’OGP – in quanto seguono sempre più spesso una dieta basata su cibi di scarso valore salutistico e ricchi di calorie “vuote”, piuttosto che consumare alimenti della dieta mediterranea».
Sotto accusa le mense scolastiche, non sempre ineccepibili dal punto di vista dell’equilibrio nutrizionale. «La qualità del servizio di ristorazione scolastica presente in Italia è a macchia di leopardo», afferma Margherita Caroli, presidente dell’European Childhood Obesity Group. «Mentre in alcune province i responsabili si rivolgono alle unità operative di nutrizione delle ASL per richiedere menu con una valutazione nutrizionale, per preparare menu speciali per bambini con problemi, per la preparazione dei bandi di gara per la concessione degli appalti, altrove tutto questo non avviene».
A essere chiamati in causa sono anche i genitori, spesso «disattenti» nei confronti dei comportamenti alimentari dei propri figli o essi stessi cattivo modello da un punto di vista nutrizionale. «Occorre riflettere – conclude Maffeis – sul fatto che assumere corrette abitudini alimentari per tutta la famiglia e trasmetterle ai propri figli è come sottoscrivere un’assicurazione sulla loro vita. Perché l’adozione in famiglia di un modello alimentare mediterraneo consentirà ai loro figli di guadagnare in salute».

Osservatorio Nazionale Grana Padano (OGP)


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