Bambini e verdure, chi la dura la vince
04/10/2009Proporre varie tipologie di verdura, già nella prima infanzia, predispone i propri figli a una maggiore accettazione di questi preziosi alimenti. E se inizialmente non mostrano di gradire, l’«insistenza» da parte dei genitori è destinata a essere premiata. A rivelarlo sono due distinti studi pubblicati su «Appetite» e su «Food Quality & Preference».
Solo tre bambini su dieci mangiano almeno una volta al giorno verdure e ortaggi. È quanto afferma un’indagine della Confederazione Italiana Agricoltori sulle abitudini degli italiani a tavola: il dato non sorprende più di tanto le schiere di genitori consapevoli del difficile e «sofferto» rapporto dei propri figli con le verdure, preziosa ma alquanto trascurata fonte di vitamine e minerali.Su questa problematica hanno indagato alcuni ricercatori del Nestlé Research Center di Losanna in Svizzera, che in due distinti studi hanno voluto approfondire i meccanismi del rifiuto e verificare utili stratagemmi per incentivare l’assunzione di questi importanti alimenti.
In un primo studio pubblicato su «Appetite», i ricercatori hanno verificato la reazione di bimbi dai 6 ai 12 mesi nei confronti di alcune verdure proposte per nove giorni consecutivi, basandosi sulle quantità di alimento consumato e sui pareri espressi dalle mamme e da osservatori neutrali. A un primo gruppo è stata fornita sempre la stessa verdura, a un secondo tre diverse verdure sostituite ogni tre giorni, a un terzo le stesse tre verdure ma a rotazione giornaliera: i risultati hanno dimostrato che proporre giornalmente nuove verdure, variandole di frequente, aumenta l’accettazione delle stesse da parte dei bimbi.
Nel secondo studio, comparso su «Food Quality & Preference», i ricercatori hanno verificato su bimbi di 7 mesi gli effetti di una ripetuta offerta di verdure inizialmente rifiutate. Dopo 7-8 tentativi, gli esperti hanno notato che il 70% dei bimbi mostrava sia accettazione sia gradimento dell’«odiata» verdura (al contrario del comportamento abituale delle mamme, che hanno riferito di scoraggiarsi già dopo 2-3 tentativi).
«Neonati e bambini spesso rifiutano di mangiare alcune verdure – dichiara Andrea Maier, coordinatore degli studi – ma i genitori non dovrebbero scoraggiarsi e dovrebbero insistere, perché solo così essi imparano a mangiare ciò che fa loro più bene». «I risultati degli studi – commenta Michele Carruba, direttore del Centro studio e ricerca sull’obesità dell’Università degli Studi di Milano – suggeriscono come la sperimentazione precoce dei diversi alimenti abbia un ruolo significativo nell’influenzare le scelte e le preferenze dei bambini. Essi inoltre mostrano ai genitori l’importanza di offrire ai propri figli alimenti sempre nuovi, per una dieta sana, bilanciata e varia, e insegnano a insistere con quegli alimenti che i bambini apparentemente rifiutano per evitare di cadere nell’errore di abituarli a mangiare solo ciò che piace».
A. Maier et al., Food-related sensory experience from birth through weaning: contrasted patterns in two nearby European regions
A. Maier et al., Effects of repeated exposure on acceptance of initially disliked vegetables in 7-month old infants
