Dieta grassa, a rischio memoria e fisico

07/02/2010

Un eccessivo consumo di grassi non solo è nocivo per l’apparato cardiocircolatorio ma può comportare un’alterazione delle prestazioni fisiche e un declino delle capacità cognitive. Uno studio della Oxford University pubblicato sul «FASEB Journal» mette in rilievo i pregi e i benefici di una dieta equilibrata.

Un eccesso di grassi è nemico della saluteSi sa, una dieta ricca di grassi non è mai stata sinonimo di «dieta salutare». A risentirne nel lungo termine è soprattutto l’apparato cardiovascolare senza considerare il maggior rischio di patologie come il diabete o di disturbi correlati con l’obesità. Ma, a sentire alcuni esperti dell’Università di Oxford, una dieta troppo calorica potrebbe incidere negativamente, sul breve termine, anche sulle prestazioni fisiche e sulle capacità cognitive.
Dopo aver nutrito un campione di 42 topi con cibo a basso contenuto di grassi (7,5%) e averne misurato la resistenza fisica e le capacità cognitive, gli studiosi hanno alimentato metà del campione con mangime a elevato intake calorico (55% di grassi). «Abbiamo rilevato che i topi – fa notare Andrew Murray, tra gli autori della ricerca –, quando passano da una dieta standard a un regime molto ricco di grassi, dimostrano un calo estremamente veloce delle prestazioni fisiche. Dopo soli nove giorni sono stati in grado di eseguire solo il 50% del percorso su tapis roulant, rispetto a quelli che hanno continuato con una dieta a basso contenuto di grassi». Le cose non sono andate meglio sul fronte delle capacità cognitive: messe alla prova in speciali labirinti, le cavie di questo secondo gruppo hanno commesso più errori evidenziando una minore efficienza della memoria di lavoro a breve termine. 
Sebbene gli effetti nocivi a lungo termine dei grassi sulle performance cognitive siano da tempo noti, la ricerca britannica ne evidenzia per la prima volta l’effetto immediato. E se è vero che è stata condotta su animali di laboratorio, precisano gli autori, essa può fornire interessanti spunti anche per gli esseri umani data la comparabilità dei processi metabolici. Ne viene fuori un monito per le persone che si alimentano con cibi ricchi di grassi ma, allo stesso tempo, lo studio ha implicazioni sia per gli atleti alla ricerca di una dieta ottimale sia per le persone con disturbi metabolici.
Per evitare ogni rischio, concludono gli esperti, è bene adottare una dieta equilibrata, a basso contenuto calorico e ricca di frutta e verdura, limitando l’apporto dei grassi, soprattutto quelli saturi, che non dovrebbero superare il 30% del fabbisogno giornaliero.

A.J. Murray et al., Deterioration of physical performance and cognitive function in rats with short-term high-fat feeding

Archivio