La salute nel piatto
26/10/2009Ciò che mangiamo può influire in modo significativo su molte componenti della nostra vita. Dalla salute all’umore, dalla bellezza al benessere psicofisico: i nutrienti che non possono mancare nell’alimentazione di tutti i giorni secondo la rivista statunitense «Forbes».
Una corretta alimentazione, è ormai risaputo, è sinonimo di salute. La qualità della nostra vita e la tutela del nostro benessere psicofisico sono strettamente dipendenti da ciò che mangiamo. Ma se molti sono consapevoli del fatto che la salute si conquista a tavola, imparando le regole del mangiare sano fin da piccoli, non tutti conoscono a fondo le proprietà benefiche di alcuni nutrienti e soprattutto la varietà dei loro «campi di applicazione». Dalla salute fisica all’equilibrio mentale, dalla bellezza al tono dell’umore, dal metabolismo energetico alle capacità mnemoniche: sono tanti gli aspetti della nostra vita su cui gli alimenti possono incidere in modo significativo. A fornire un quadro della situazione è la rivista statunitense «Forbes» che illustra alcuni degli studi che confermano questo legame tra alimentazione e salute. Per esempio, chi intende mantenere una buona memoria, spiega nell’articolo la dietologa Joy Bauer, autrice di numerose pubblicazioni in merito, dovrebbe fare il pieno di antiossidanti e prediligere a tavola piatti che comprendono verdura e ortaggi (broccoli, pomodori, spinaci, soia, carote ecc.). Preservando le cellule dell’organismo, compresi i neuroni cerebrali, dagli attacchi dei radicali liberi, gli antiossidanti tutelano la salute della memoria, senza trascurare il fatto che, contrastando la formazione di placche nelle arterie, essi sono fondamentali per assicurare un maggior apporto di sangue, e quindi di ossigeno, al cervello. A conferma di ciò la Bauer cita uno studio, durato 25 anni e realizzato presso la Harvard Medical School, che ha coinvolto circa 13.000 donne dimostrando come maggiori assunzioni di verdura e ortaggi siano associate a un minore declino della memoria legato ai processi di invecchiamento.
Il segreto per una pelle luminosa ed elastica, invece, oltre a evitare fumo ed eccessive esposizioni al sole, sta nel consumo di cibi ricchi di vitamina C, coinvolta nella sintesi del collagene, proteina principale del tessuto connettivo. Via libera dunque a peperoni, spremute d’arancia e fragole, solo per fare qualche esempio. Da non trascurare al riguardo neanche il contributo della vitamina E, contenuta nei cereali integrali, nelle pesche e negli asparagi, che protegge dai danni provocati dai raggi ultravioletti.
Se invece il problema è quello di attenuare stati di irritabilità e cattivo umore, il consiglio è quello di trovare il giusto equilibrio tra carboidrati complessi e proteine magre: i primi, trasformati in glucosio, forniscono energia all’organismo, mentre le seconde hanno la funzione di rallentare l’assorbimento dei carboidrati dalle cellule plasmatiche. L’articolo si conclude con un monito alle donne: attenzione ai livelli di calcio, soprattutto dopo la menopausa, quando gli estrogeni calano e le ossa diventano più fragili. «Le donne, dopo la menopausa, pensano che sia troppo tardi per cambiare qualcosa – spiega Bonnie Taub-Dix, portavoce dell’American Dietetic Association – invece è proprio quello il momento in cui è importante proteggere le proprie ossa».
Se è vero che il cibo non può sostituire la medicina, è altrettanto vero però che una sana alimentazione e alcuni nutrienti possono fungere da preziosi complementi della nostra salute. Come afferma Oliver Hankinson, professore di patologia e medicina di laboratorio alla University of California di Los Angeles: «Le persone vogliono avere la sensazione di poter controllare i propri malesseri e scegliere cosa mangiare è un modo di farlo».
«Forbes», Keep-The-Doctor-Away Diet
