Latte più ferro contro l’anemia
10/06/2010Il latte arricchito con ferro è più efficace della carne rossa nel contrastare l’insorgenza di anemia. I risultati di uno studio comparso sull’«American Journal of Clinical Nutrition» condotto su un gruppo di piccoli pazienti da un team di ricercatori dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda.
Un adeguato apporto di ferro è cruciale nelle fasi iniziali della crescita in cui il suo fabbisogno aumenta per le accresciute esigenze dell’organismo (durante il primo anno di vita, il peso aumenta di circa tre volte e per ogni chilo di crescita occorrono 35-45 mg di ferro). In queste fasi di sviluppo carenze critiche di ferro, oltre a determinare problemi di crescita, possono innescare alterazioni dello sviluppo cognitivo e problemi comportamentali. Proprio per verificare strategie alimentari idonee a contrastare questo problema, un team di studiosi dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, ha preso in esame per 5 mesi 225 bambini, divisi in tre gruppi e sottoposti, rispettivamente, a integrazioni giornaliere di latte arricchito con ferro, a una dieta maggiormente ricca di carne, e a dosi di latte in polvere non arricchito. Al termine dello studio, dai risultati è emerso che i bambini nutriti con latte arricchito avevano aumentato le loro riserve di ferro del 44%, in quelli alimentati a base di carne rossa la quantità di ferro nel sangue si era stabilizzata, mentre nel gruppo che aveva ricevuto solo latte in polvere i valori erano scesi. Gli studiosi hanno riferito che entrambi i primi due approcci hanno i loro vantaggi e svantaggi: «Il latte arricchito con ferro – spiega Anne-Louise Heath, coordinatrice della ricerca – può essere introdotto senza problemi nella dieta dei neonati sebbene sia piuttosto costoso e possa ritardare la transizione a una dieta adulta. Dall’altro lato la carne è più economica ed è sufficiente una dose aggiuntiva di 25 grammi per stabilizzare i livelli di ferro». «Neonati e bambini – commenta Clare Wall, della School of Medical Sciences dell’Università di Auckland – sono a rischio di sviluppare carenze di ferro a causa dell’aumento del fabbisogno per la crescita e la riduzione dell’intake alimentare di ferro. Con il passaggio dal latte materno o da quello in formula a una dieta più varia spesso è difficile soddisfare il loro fabbisogno di questo minerale. I neonati inoltre a volte consumano grandi quantità di latte che rimpiazzano altri alimenti e riducono l’assunzione di altri nutrienti come il ferro». La soluzione, conclude, è quella di «incoraggiare a seguire una dieta varia che comprenda carne rossa senza trascurare il fatto che alcuni bambini potrebbero necessitare di integrazioni di ferro come i vegetariani o i vegani, i soggetti schizzinosi o capricciosi a tavola, e tutti quelli che, piccoli alla nascita, sperimentano una crescita accelerata nel primo anno di vita». Link
A.L. Heath et al., Food-based strategies improve iron status in toddlers: a randomized controlled trial
