Alla larga dall’influenza

23/02/2010

Adeguate assunzioni di vitamine e minerali contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario tenendo alla larga raffreddore e sintomi influenzali. Tra le ultime arrivate la vitamina D: secondo uno studio pubblicato sugli «Archives of Internal Medicine» può fare concorrenza alla vitamina C.

Vitamine per l'influenza Febbre alta, sonnolenza, perdita d’appetito, mal di testa, tosse. Sono i sintomi della nuova influenza da virus A (H1N1), sostanzialmente simili a quelli della classica influenza stagionale, che si distingue essenzialmente per una maggior rapidità di contagio, in quanto molte persone non hanno ancora sviluppato gli anticorpi per il nuovo virus. In caso di attacco, rimangono valide le tradizionali raccomandazioni: stare a riposo al caldo, assumere farmaci antipiretici (paracetamolo) per abbassare la febbre, analgesici o antinfiammatori per calmare i dolori ed eventualmente sedativi della tosse, bere molto (acqua, tè, succhi di frutta). Anche sul fronte della prevenzione vanno seguite le «vecchie» regole: umidificare gli ambienti, fare attenzione agli sbalzi di temperatura tra interno ed esterno, non soggiornare a lungo in luoghi sovraffollati e caldi, evitare di avere contatti stretti con chi è influenzato.

Da non trascurare anche l’alimentazione e l’apporto di vitamine e minerali che possono aiutare l’organismo a contrastare e a prevenire gli attacchi di influenza. Per non ammalarsi, gli esperti consigliano di consumare cibi ricchi di vitamine che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario. Arance, limoni, pompelmi, ananas, spinaci, cavoli, pomodori sono particolarmente ricchi di vitamina C, capace di irrobustire il sistema di difesa naturale dell’organismo inducendolo a produrre un maggior numero di anticorpi. Carote e mele sono invece ricche di vitamina A, sostanza che ha un effetto protettivo contro i virus. Tra i minerali va considerato l’apporto di magnesio (cereali integrali, legumi, carne, latte) e zinco (carne, pesce, crusca, lievito e germe di grano), in grado di attivare la produzione di linfociti.

Tra gli ultimi arrivati anche la vitamina D: secondo uno studio comparso sugli «Archives of Internal Medicine», la carenza di questa vitamina potrebbe esporre al rischio di contrarre influenza e raffreddori. Ricercatori dell’Università del Colorado e del Massachusetts General Hospital di Boston hanno infatti rilevato, in un campione di 19.000 adulti e adolescenti, che i soggetti con più vitamina D nel sangue (oltre 30 nanogrammi per millilitro) avevano il 40% in meno di possibilità di incappare in un’infezione virale delle vie respiratorie. L’ipotesi che carenze di vitamina D avessero un ruolo nell’insorgenza dei disturbi influenzali, spiegano gli studiosi, è sorta osservando l’aumento dei casi di infezione respiratoria che si verificano durante l’inverno, stagione in cui la disponibilità di vitamina D tende a calare per la riduzione dell’esposizione alla luce solare. Un’ipotesi che l’ampio studio statunitense sembrerebbe pienamente confermare.

A. Ginde et al., Association between serum 25-hydroxyvitamin D level and upper respiratory tract infection in the Third National Health and Nutrition Examination Survey

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