Capelli grigi? Colpa dei radicali liberi
21/10/2009L’eccesso di radicali liberi e la carenza di antiossidanti costituiscono due dei fattori all’origine del progressivo ingrigimento dei capelli. Lo rivela uno studio pubblicato sul «FASEB Journal».
Sul loro conto e sui motivi della loro comparsa è stato detto di tutto. Stress, inquinamento, dieta, fattori ereditari, farmaci, sono stati chiamati in causa addirittura gli spaventi improvvisi. Adesso sul «mistero» biologico dei capelli grigi se ne sa di più. Il merito è di un gruppo di ricercatori dell’Università di Lubecca, in collaborazione con alcuni colleghi dell’Università di Manchester, i quali hanno scoperto che alla base del processo di ingrigimento c’è l’accumulo di perossido di idrogeno, un radicale libero prodotto a seguito dell’usura e dell’invecchiamento delle strutture follicolari, che nel tempo tende a ostacolare la sintesi di melanina, pigmento naturale dei capelli.Un’altra concausa, spiegano gli scienziati, è la carenza di antiossidanti, in primo luogo della catalasi, riscontrata in quantità ridotta su pazienti affetti da vitiligine, una malattia che provoca la depigmentazione della pelle.
Secondo gli studiosi ci sarebbe dunque la possibilità di trattare i capelli grigi a livello biochimico e molecolare. «Questa scoperta – spiega Gerald Weissmann, direttore del “FASEB Journal” su cui è stata pubblicata la ricerca – apre nuove prospettive sulla prevenzione e sulle possibilità di inversione del processo di invecchiamento». «Non sono solo le bionde a cambiare colore dei capelli con il perossido di idrogeno – scherza Weissmann –, tutte le cellule che compongono la nostra chioma ne producono una minuscola quantità, che però aumenta quando invecchiamo. Noi stessi scoloriamo il pigmento dei nostri capelli dall’interno, e via via essi diventano prima grigi e poi bianchi. La ricerca rappresenta un importante primo passo per arrivare alla radice del problema».
Gli studiosi hanno analizzato i follicoli di un campione di uomini e donne sottoponendoli a vari trattamenti chimici e osservandone gli esiti al microscopio. Dai test effettuati è risultato che l’antiossidante L-metionina, un aminoacido essenziale, potrebbe costituire il giusto antidoto al precoce ingrigimento dei capelli, ma per il momento, in attesa di ulteriori approfondimenti e ricerche, gli esperti adottano la linea della prudenza.
Per chi non vuole rassegnarsi all’effetto «sale e pepe», che secondo molti è invece un segno di fascino, si consiglia comunque una dieta in grado di contrastare l’eccesso di radicali liberi attraverso l’adeguata assunzione di vitamine (come la vitamina A, la vitamina C, la vitamina E) e minerali (zinco, rame, selenio) dalle proprietà antiossidanti, senza trascurare il fatto che frequenti ed eccessivi lavaggi e asciugature possono «stressare» i follicoli e indurre un aumento della produzione di radicali liberi.
K.U. Schallreuter et al., Senile hair graying: H2O2-mediated oxidative stress affects human hair color by blunting methionine sulfoxide repair
