La vitamina C per fermare il tempo

29/08/2010

La vitamina C sarebbe in grado di rallentare la degenerazione cellulare e addirittura di invertire i processi di invecchiamento. Lo afferma, sulle pagine del «FASEB Journal», un team canadese alla ricerca di trattamenti specifici per la sindrome di Werner, malattia genetica responsabile di invecchiamento precoce.

Vitamina C contro l'invecchiamentoÈ conosciuta per tante benefiche proprietà ma nessuno finora poteva immaginare che potesse anche «fermare il tempo». Parliamo della vitamina C e della scoperta di un team di ricercatori canadesi i quali, in un esperimento condotto su cavie animali, hanno verificato che la vitamina è in grado di fermare e addirittura invertire i danni da invecchiamento precoce causati da una malattia genetica, la sindrome di Werner, aprendo nuove prospettive anche per la lotta contro altre malattie correlate all’età come Alzheimer e Parkinson.
Gli studiosi del Quebec Cancer Research Centre hanno alterato geneticamente in laboratorio alcuni roditori per ricreare le condizioni della sindrome di Werner, una malattia genetica ereditaria che colpisce a partire dai 20 anni provocando invecchiamento precoce e una maggiore predisposizione a tumore e infarto. Prima del trattamento le cavie malate erano obese e soggette in varia misura a diabete, disturbi cardiaci e tumori: ma dopo la somministrazione di vitamina C, i roditori con mutazioni del gene WRN (responsabile della sindrome) sono tornati in condizioni normali e hanno goduto di una vita sana così come le altre cavie non modificate, le quali non hanno apparentemente tratto benefici dalla vitamina C. Nei topi malati la vitamina ha inoltre migliorato i processi di deposito e combustione dei grassi, riducendo l’infiammazione dei tessuti e il livello di stress ossidativo.
«Il nostro studio – spiega Michel Lebel che ha partecipato alla sperimentazione – indica che un individuo in buone condizioni di salute non ha bisogno di massicce dosi di vitamina C per allungare la sua vita, specialmente se segue una dieta bilanciata e pratica esercizio fisico. I soggetti con mutazioni del gene WRN o deficit della proteina WRN, e quindi predisposti a patologie correlate all’età, possono invece beneficiare di una dieta con appropriate dosi di vitamina C». «Tale micronutriente – conclude l’esperto – potrebbe avere un impatto maggiormente positivo per gli esseri umani in quanto, a differenza di topi o altri animali, il nostro organismo non produce vitamina C. Riteniamo che dovrebbero essere fatti più studi su altre tipologie di malattie connesse con l’invecchiamento precoce per verificare se la vitamina C possa avere su di esse un’influenza positiva».

M. Lebel et al.
, Vitamin C restores healthy aging in a mouse model for Werner syndrome

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