Sindrome premestruale: affrontare «quei giorni»
28/03/2008Sono tante le donne a soffrire prima del ciclo di una serie di disturbi che possono interferire anche con le normali attività quotidiane e lavorative. Il ruolo di calcio, magnesio, vitamina D e vitamina B1 nell’alleviare i sintomi della sindrome premestruale.
Le donne lo sanno. Dolori al basso ventre, ansia e depressione, sbalzi d’umore, stanchezza, nervosismo e irritabilità. Si tratta degli spiacevoli sintomi che compaiono soprattutto nei giorni immediatamente precedenti le mestruazioni. Ma se per gran parte delle donne questi sintomi scompaiono con l’inizio del flusso, o poco dopo, per circa il 30%, invece, questi disturbi si manifestano in modo più intenso fino a pregiudicare le normali attività quotidiane. In questo caso si parla di sindrome premestruale, una vera e propria patologia di cui non sono ancora note esattamente le cause ma che è riconducibile a un’alterazione dell’equilibrio ormonale. Per quanto riguarda la ricerca dei possibili rimedi, un filone di studi ha evidenziato come alla base dell’insorgenza della sindrome possano anche esserci delle carenze nutrizionali, in particolare di vitamina B1, vitamina D, magnesio e calcio. Per esempio, la vitamina B1, indispensabile per il corretto funzionamento del sistema nervoso, si è rivelata in grado di alleviare alcuni sintomi tipici quali stanchezza, irritabilità, depressione e perdita di concentrazione. Allo stesso modo l’azione del magnesio può essere utile per ridurre le dolorose e irregolari contrazioni dell’utero, nonché per diminuire irritabilità e stress: il minerale è infatti coinvolto nei processi che regolano i livelli di serotonina e di dopamina, responsabili delle alterazioni dell’umore. Infine, uno studio della Massachusetts University, pubblicato su «Archives of Internal Medicine», ha dimostrato che carenze nutrizionali, in particolare di calcio e vitamina D, possono essere un fattore determinante nell’insorgenza della sindrome premestruale: comparando la dieta di 1.000 donne affette dalla patologia con quella di 2.000 donne sane, è emerso che le prime seguivano un’alimentazione meno ricca di calcio e vitamina D.
E.R. Bertone-Johnson et al., Calcium and Vitamin D Intake and Risk of Incident Premenstrual Syndrome
