Zinco, questo (salutare) sconosciuto
12/05/2010
Nonostante riceva meno attenzioni rispetto ad altri nutrienti, lo zinco è un potente antiossidante che ricopre un ruolo importante per lo stato generale di salute. Lo confermano due distinti studi statunitensi che hanno riscontrato significativi danni al Dna sia in animali di laboratorio sia negli uomini con scarsi livelli di questo minerale.
Non ha mai ricevuto l’attenzione che merita, ma qualcosa potrebbe cambiare dopo gli esiti di alcune recenti ricerche. Parliamo dello
zinco, che sta suscitando l’interesse degli esperti dopo che il
«Journal of Nutrition» e l’«
American Journal of Clinical Nutrition» hanno pubblicato due stu
di che ne evidenziano l’azione a favore dei processi riparatori del Dna. Entrambi hanno infatti illustrato una correlazione tra carenze di zinco e danni al codice genetico sia in test condotti su cavie animali sia in soggetti umani in apparente buono stato di salute. «Private di zinco – afferma Emily Ho, dell’Oregon State University, che ha partecipato a entrambe le ricerche – le cellule mostrano un danno quasi doppio a carico del Dna. Assunzioni inadeguate del minerale hanno evidenti conseguenze sulla salute cellulare». Sebbene sia legato alla funzionalità di molti apparati dell’organismo, continua la ricercatrice, non si conoscono ancora a fondo i meccanismi che ne regolano l’assorbimento, il suo ruolo o anche le modalità con cui misurarne con precisione i livelli nell’organismo: «Sappiamo che lo zinco contrasta il danno ossidativo provocato dai radicali liberi, che gioca un ruolo nella riparazione del Dna e che possiede importanti proprietà antinfiammatorie. Sappiamo anche che aiuta a ridurre la proliferazione di cellule tumorali. Ma i meccanismi che regolano questi processi non sono ancora chiari». Molti studi sullo zinco, spiega l’esperta, si sono concentrati sul tumore alla prostata in quanto le ghiandole prostatiche presentano una delle più alte concentrazioni di questo minerale, sebbene le ragioni rimangano oscure. Quando tali ghiandole sono aggredite dal tumore i loro livelli di zinco calano drasticamente e per questo motivo alcuni studiosi ipotizzano che adeguate supplementazioni possano costituire un’arma preventiva o una possibile strategia terapeutica. Allo stesso modo, affermano gli autori dello studio pubblicato sul «Journal of Nutrition», il ridotto intake di zinco che si riscontra nella popolazione anziana può contribuire a una maggiore incidenza di infezioni e patologie autoimmuni. Lo zinco è ritenuto essenziale in numerosi processi cellulari ma è bene non eccedere, suggerisce ancora Ho, in quanto dosi eccessive possono interferire con l’assorbimento di altri importanti minerali come ferro e rame: le dosi giornaliere raccomandate sono di 7 mg per le donne e di 10 mg per gli uomini.
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