Il triplice rischio delle atlete
27/04/2009La cosiddetta «triade dell’atleta» è una condizione patologica che può colpire le atlete eccessivamente impegnate a livello agonistico. Complici una dieta ipocalorica e lo sbilanciamento tra energia bruciata e quella introdotta con il cibo.
Il rischio ha tre volti, ma un unico risultato: quello di incidere negativamente sulla prestazione atletica, ma soprattutto di minare la salute delle sportive. Maratonete, danzatrici, ginnaste, nuotatrici, ma anche tutte le atlete troppo preoccupate del loro peso corporeo e che adottano una rigida dieta ipocalorica, devono guardarsi dalla «triade dell’atleta». Definita per la prima volta nel 1992 dall’American College of Sports Medicine, la «triade» è una condizione patologica caratterizzata dalla comparsa di tre disturbi: disordini alimentari, amenorrea e osteoporosi. Come dimostrato dalla ricca letteratura scientifica al riguardo, non è la pratica sportiva in sé a causare l’insorgenza dei disturbi ma lo squilibrio tra le energie introdotte e quelle spese negli allenamenti o nelle competizioni.
«A volte l’atleta è inconsapevole che l’ammontare delle calorie introdotte è insufficiente per l’energia spesa – afferma Riccardo Dalle Grave, specialista in Scienze dell’alimentazione –, altre volte, invece, la magrezza può essere voluta e ricercata, portando la persona a comportamenti tipici dei disturbi dell’alimentazione». «Le più a rischio – continua l’esperto – sono le giovani atlete impegnate in discipline che richiedono un corpo magro: maratona, danza, salto con l’asta, ginnastica artistica e nuoto. Ma poiché negli ultimi 30 anni il numero di donne che praticano sport è aumentato molto, la triade dell’atleta minaccia anche le fan del fitness». Il presupposto, sbagliato, è che perdere peso possa migliorare la performance sportiva, ma sotto accusa sono anche i commenti negativi da parte di allenatore o membri dello staff atletico che magari inducono a cadere nell’errore.
Il primo campanello d’allarme è rappresentato da una irregolarità del ciclo mestruale, che può portare al blocco totale dei cicli (amenorrea). La riduzione della produzione ormonale da parte dell’organismo (in stato di carenza energetica) ha anche delle conseguenze sulla densità ossea e determina perdite eccessive di calcio.
In tali situazioni è bene aumentare l’introito calorico e diminuire l’intensità degli allenamenti. Dietro consiglio medico, si può ricorrere a integrazioni di calcio e vitamina D per contrastare i rischi di eccessiva riduzione della densità ossea, nonché a specifici prodotti multivitaminici e minerali con oligoelementi per correggere squilibri nutritivi pericolosi per la salute.
American College of Sports Medicine
