Alla larga dalle infezioni con la vitamina D
28/10/2009Secondo uno studio dell’Università di Pittsburgh le donne in gravidanza che presentano bassi livelli di vitamina D hanno più possibilità di sviluppare infezioni genitali causa di complicanze e parti prematuri.
Carenze di vitamina D espongono al rischio di vaginosi batterica che, se contratta in gravidanza, può aumentare la possibilità di complicanze e di parti prematuri. A sostenerlo è uno studio dell’Università di Pittsburgh pubblicato sul «Journal of Nutrition», che ha coinvolto 469 donne durante il primo trimestre di gestazione.Provocata da uno squilibrio della microflora vaginale che comporta un’eccessiva proliferazione di germi commensali, la vaginosi batterica è una delle più comuni e diffuse infezioni vaginali (si calcola che una donna su tre sia colpita da questa patologia infettiva durante la propria vita, soprattutto nell’età riproduttiva), causa di cattivo odore, bruciore, irritazione, prurito e dolore, nonché, in gravidanza, di un maggiore rischio di parto prematuro, la principale causa di mortalità neonatale.
Dai dati raccolti nello studio è emerso che il 41% delle partecipanti aveva una vaginosi batterica e, di queste, il 93% presentava insufficienti livelli di vitamina D. In particolare, le donne con livelli sierologici molto ridotti di vitamina D (inferiori a 20 nmol/L) presentavano un’incidenza di vaginosi pari al 57% rispetto al 23% dei casi riscontrati nelle donne con livelli più elevati di vitamina D (superiori a 80 nmol/L). L’associazione tra infezione vaginale e concentrazione di vitamina D, spiegano i ricercatori, potrebbe risiedere nell’attività di produzione e regolazione del funzionamento delle molecole antibatteriche svolta dalla «vitamina del sole» che, a sua volta, aiuta il sistema immunitario nella prevenzione e nel controllo delle infezioni.
Tuttavia gli autori dichiarano che si tratta di uno studio preliminare e che sono necessarie nuove indagini per verificare se la carenza di vitamina D sia realmente responsabile dell’incidenza della vaginosi batterica nelle donne in gravidanza.
«Non raccomandiamo alle donne in gravidanza di assumere megadosi di vitamina D – chiarisce Lisa Bodnar, tra le autrici della ricerca – ma consigliamo loro di parlare con il proprio medico per verificare i livelli plasmatici di questa vitamina. Tutte le donne dovrebbero essere incoraggiate a seguire una dieta salutare e ad assumere vitamine prenatali già prima della gravidanza o appena scoperto di essere incinte».
L.M. Bodnar et al., Maternal vitamin D deficiency is associated with bacterial vaginosis in the first trimester of pregnancy
