L’acido folico riduce i difetti cardiaci congeniti nei neonati
27/11/2009L’arricchimento con acido folico di farina, pasta e altri derivati del grano è stato associato in Canada a una notevole riduzione del tasso di neonati con difetti cardiaci congeniti. I dettagli del report pubblicato sull’edizione online del «British Medical Journal».
È un dato di fatto: da quando in Canada, oltre dieci anni fa, l’aggiunta di acido folico a farina, pasta e altri derivati del grano è divenuta obbligatoria, si è assistito a un significativo decremento dei casi di neonati con difetti cardiaci congeniti. A renderlo noto è un team di studiosi della McGill University di Montreal, i quali hanno pubblicato sul «British Medical Journal» i dati relativi ai nati in Quebec (1,3 milioni) dal 1990 al 2005. Durante questo periodo sono nati 2083 bambini con difetti cardiaci congeniti, una media di 1,57 ogni mille nascite: nessun cambiamento nel tasso di incidenza di tale problematica negli anni che hanno preceduto l’introduzione della norma (dal 1990 al 1998), ma una significativa diminuzione annuale del 6% da quando l’acido folico è stato aggiunto ai derivati del grano. «Il nostro studio – dice Raluca Ionescu-Ittu, della McGill University – offre importanti prove dei benefici apportati da una politica di arricchimento alimentare sia per gli Stati che stanno valutando se adottare tale politica, sia per quelli che l’hanno già implementata e ne stanno monitorando gli effetti».
I difetti cardiaci congeniti sono piuttosto rari, ma quando tale fenomeno si verifica può avere serie ricadute sulla qualità della vita. «Se è possibile – continua la ricercatrice – contrastare tale anomalia con un atto così semplice come quello di avviare iniziative di salute pubblica che prevedano l’arricchimento di acido folico per alcuni alimenti o la promozione di integrazioni di questa vitamina per ciascun individuo, non vedo perché ciò non debba essere fatto».
L’acido folico, appartenente al gruppo delle vitamine B, si è da tempo dimostrato utile per prevenire nei neonati difetti al tubo neurale quali la spina bifida o l’anencefalia. Di recente, uno studio condotto dalla University of Texas ha rilevato che assumere regolarmente supplementi di acido folico un anno prima della gravidanza riduce il rischio di nascite premature del 50-70%.
Putroppo, rivelano gli esperti, sono molte le mamme che non si curano di assumere tali supplementi prima di iniziare una gravidanza. «Tutte le donne in grado di concepire – conclude Ionescu-Ittu – dovrebbero essere consapevoli dell’azione preventiva dell’acido folico e assumerlo prima di iniziare una gravidanza».
R. Ionescu-Ittu et al., Prevalence of severe congenital heart disease after folic acid fortification of grain products: time trend analysis in Quebec, Canada
