Più alti e robusti i bambini nati in estate

31/07/2009

Il merito, secondo uno studio dell’Università di Bristol, è della maggiore disponibilità materna di vitamina D durante la gravidanza a seguito di esposizione solare. Tra i benefici osservati, una maggiore statura, una più ampia superficie ossea e una riduzione del rischio di sviluppare in futuro malattie a carico delle ossa.

Sole e vitamina D fanno bene ai nascituriPrestate attenzione nel pianificare le nascite dei vostri bambini, in gioco ci potrebbe essere anche la salute del loro sistema osseo. Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Bristol e pubblicato sul «Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism», i bambini nati nella tarda estate o ai primi di autunno sono più alti e presentano una più estesa superficie ossea rispetto a quelli nati in inverno o in primavera. Tutto merito, sostengono gli esperti, della maggiore esposizione materna durante la gravidanza ai raggi ultravioletti che favoriscono la sintesi della vitamina D, la quale ha un ruolo cruciale nella calcificazione delle ossa, anche a beneficio dei nascituri ancora nel grembo.
Nel corso dello studio, denominato Children of the 90s Project, che è durato 18 anni coinvolgendo 7000 bambini, è stato riscontrato che già all’età di 10 anni i bambini nati nei mesi più «luminosi» erano più alti di circa mezzo centimetro e disponevano di 13 cm2 in più di superficie ossea. «Una più ampia superficie ossea – dichiara Jon Tobias, uno dei ricercatori coinvolti nello studio – significa anche una maggiore robustezza e una minore possibilità di fratture a seguito di osteoporosi nell’età adulta. Qualsiasi cosa che influisca sulle fasi iniziali di sviluppo osseo può avere rilevanza».
Le mamme che affrontano le ultime fasi della gravidanza nella bella stagione, suggeriscono gli esperti, possono ottenere la quantità di vitamina D necessaria all’organismo semplicemente passeggiando all’aria aperta o anche prendendo il sole. Non bisogna preoccuparsi eccessivamente dei danni che il sole può arrecare alla pelle, continuano, anche perché adottando alcune misure precauzionali non si corre alcun rischio e, soprattutto, prendere un po’ di sole è molto più salutare che non prenderne affatto. 
Nel caso di gravidanze condotte nel corso dei mesi invernali, oppure per le mamme che risiedono a latitudini elevate, dove le radiazioni ultraviolette non riescono a innescare i processi di sintesi cutanea della vitamina D, «le donne potrebbero consultare il proprio medico – conclude Tobias – e considerare l’ipotesi di ricorrere a supplementi della vitamina, in particolare se i loro bambini sono concepiti tra i mesi di novembre e maggio».  

A. Sayers e J.H. Tobias, Estimated maternal ultraviolet B exposure levels in pregnancy influence skeletal development of the child

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