Difendersi dall’influenza con la vitamina D
01/09/2010Non tutti sanno che la vitamina D svolge un ruolo fondamentale nell’attivazione delle difese immunitarie contro le malattie infettive, influenza compresa.
Con la stagione estiva ormai alle spalle, instabilità e continui sbalzi di temperatura diventano i protagonisti di questo periodo di transizione, mettendo a rischio la nostra salute. Ma per difendere adeguatamente il nostro organismo c’è un alleato di cui numerosi studi stanno evidenziando l’azione benefica nei confronti del sistema immunitario. Parliamo della vitamina D e del suo importante ruolo nel contrastare le malattie infettive, influenza compresa. Uno degli ultimi studi in ordine di tempo è quello condotto da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Immunologia dell’Università di Copenhagen, i quali hanno chiarito come la vitamina D sia fondamentale nei meccanismi di risposta immunitaria, in quanto necessaria ad attivare la reazione delle cellule T. Queste cellule fanno parte del sistema di difesa del nostro organismo aggredendo i patogeni esterni e attivando una serie di processi atti a distruggerli. Per svolgere la loro funzione però, affermano i ricercatori danesi sulle pagine di «Nature Immunology», le cellule T hanno bisogno di adeguati livelli di vitamina D nel sangue per passare dallo stato «dormiente» a quello attivo. «Quando una cellula T è esposta a un agente patogeno esterno – spiega Carsten Geisler che ha guidato la ricerca –, essa attiva un dispositivo di segnalazione o “antenna”, noto come recettore della vitamina D, con cui cerca di individuare la vitamina D. Ciò significa che le cellule T hanno bisogno della vitamina D, altrimenti la loro attivazione è destinata a cessare. Se non riescono a trovare abbastanza vitamina D nel sangue, non iniziano neanche a mobilitarsi».
Da tempo la comunità scientifica ha chiarito l’importanza della vitamina D nel processo di assorbimento del calcio, individuando anche significative associazioni tra i livelli di questa vitamina e patologie come tumore e sclerosi multipla, «ma ciò che ancora non si sapeva è quanto sia fondamentale per l’attivazione del sistema immunitario», conclude Geisler.
Orientamenti in tal senso sono del resto pervenuti tempo fa da esperti dell’Università del Colorado e del Massachusetts General Hospital di Boston: in un ampio screening su 19.000 soggetti hanno verificato che chi aveva più vitamina D correva un rischio inferiore del 40% di incappare in infezioni virali delle vie respiratorie.
C. Geisler et al., Vitamin D controls T cell antigen receptor signaling and activation of human T cells
