Mal d’inverno, quando la luce diminuisce
24/01/2010La riduzione di luce nella stagione invernale può alterare il tono dell’umore e dare luogo a sintomi depressivi. Le vitamine e i minerali che aiutano a preservare l’equilibrio e l’efficienza del sistema nervoso.
Cambiano le stagioni, cambia il nostro umore. Sono numerose le persone cosiddette «meteorosensibili», particolarmente suscettibili cioè alle variazioni climatiche che accompagnano il succedersi delle stagioni. Si tratta di soggetti affetti dai disturbi affettivi stagionali, causa di malesseri di tipo soprattutto psicologico, come ansia, nervosismo, irritabilità, che in alcuni casi possono sfociare in sintomi depressivi. Stanchezza eccessiva, abbassamento del tono dell’umore, scarsa concentrazione, apatia sono alcuni dei sintomi che cominciano a profilarsi con l’arrivo dell’autunno e si consolidano durante la stagione invernale, aggravati magari dalla ripresa dei ritmi frenetici e dallo stress della vita di tutti i giorni dopo la pausa estiva. Secondo gli esperti, tra i maggiori «imputati» di questo disturbo c’è proprio la diminuzione delle ore di luce: i raggi luminosi infatti stimolano l’ipotalamo, un’area del cervello deputata tra l’altro al controllo dei ritmi sonno-veglia in quanto regolatrice della produzione di melatonina (ormone che innesca i meccanismi del sonno) ma anche dell’attività di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina, che influisce sul tono dell’umore. Vitalità e buonumore sono dunque legati alla luce solare e, di conseguenza, l’accorciarsi delle giornate e periodi più lunghi di buio portano l’organismo a imboccare la strada della depressione stagionale. Uno dei rimedi per affrontare e prevenire questi malesseri è quello di curare l’alimentazione: come dimostrano numerosi studi, infatti, alcuni cibi contengono sostanze che possono influire sulla chimica del nostro cervello e agire da antidepressivi. Tra queste vanno ricordate le vitamine del gruppo B, implicate nell’ottimale funzionamento del sistema nervoso. Una significativa associazione tra livelli di acido folico (vitamina B9) presenti nell’organismo e tendenza alla depressione è stato per esempio dimostrato da uno studio pubblicato sul «Journal of Epidemiology and Community Health»; allo stesso modo, alcune sperimentazioni cliniche hanno evidenziato che maggiori concentrazioni di vitamina B12 nel sangue consentono ad alcuni pazienti di rispondere meglio a trattamenti contro la depressione. Altrettanto fondamentale per il tono dell’umore è l’attività della vitamina B6 che, insieme a minerali come magnesio e ferro, è coinvolta nella trasformazione del triptofano (un aminoacido essenziale) in serotonina, la cui carenza nell’organismo causa vari squilibri e influenza negativamente il benessere psicologico.
S. Gilbody et al., Is low folate a risk factor for depression? A meta-analysis and exploration of heterogeneity
