The «sunshine vitamin»
06/07/2010Esporsi, con le dovute precauzioni, alla luce del sole è importante per fare il pieno di vitamina D, un toccasana non solo per le ossa ma per la salute dell’intero organismo.
Il sole inonda di luce le giornate estive: è l’occasione giusta per fare il pieno di salute e di vitamina D, la «sunshine vitamin». A differenza di altri micronutrienti, questa vitamina non è disponibile in quantità sufficienti negli alimenti e le scorte necessarie per il nostro organismo devono essere ricavate proprio tramite la luce solare. L’esposizione ai raggi ultravioletti (UVB) innesca, infatti, un processo di sintesi a livello dell’epidermide che trasforma il precursore cutaneo 7-deidrocolesterolo nella vitamina D3 (colecalciferolo), in seguito resa biologicamente attiva dall’azione di fegato e reni. La quantità di vitamina D che è possibile sintetizzare dipende da una serie di fattori: pigmentazione della pelle (più la pelle di una persona è scura, più deve esporsi al sole per produrre una quantità significativa di vitamina), latitudine (più lontani si è dall’equatore, meno intensa sarà l’esposizione ai raggi UVB), periodo dell’anno, orario dell’esposizione e, naturalmente, la sua durata. Secondo Michael Holick, del Boston University Medical Center, tra i più autorevoli esperti in materia, non è necessario esporsi per lungo tempo: è sufficiente calcolare in quanto tempo la pelle assume una colorazione rosea e quindi esporre al sole, per un quarto di quel tempo, un quarto del proprio corpo (per esempio, mani, braccia e viso). In generale, si ritiene che per persone appartenenti alla razza bianca caucasica siano sufficienti 20 minuti, per tre volte alla settimana, durante la stagione estiva, per garantirsi una produzione di vitamina D valida a coprire anche i mesi invernali. E si tratta di 20 minuti estremamente importanti, non solo per rafforzare le ossa e prevenire negli anni a venire il rischio di fratture e di osteoporosi. Studi sempre più numerosi hanno infatti evidenziato il ruolo essenziale giocato dalla «sunshine vitamin» nel proteggere l’organismo da tutta una serie di patologie. A riprova di ciò l’associazione riscontrata tra deficit della vitamina e una più elevata incidenza di diabete, patologie cardiovascolari, sclerosi multipla e varie forme di tumore. Così come ha dimostrato una recente review di 18 trial pubblicata sugli «Archives of Internal Medicine», con il coinvolgimento di circa 57.000 pazienti: il rischio di morte per qualsiasi tipo di patologia è risultato inferiore del 7% nei soggetti che facevano ricorso a supplementi di vitamina D. Link
P. Autier e S. Gandini, Vitamin D supplementation and total mortality
