Tumore alla prostata, più speranze con la vitamina B6

25/05/2010

Secondo uno studio pubblicato sull’«American Journal of Clinical Nutrition», la vitamina B6 è associata a migliori possibilità di sopravvivenza nei casi di tumore alla prostata. Ma l’effetto protettivo è stato riscontrato solo per i tumori in fase iniziale.

vitamina B6 contro il tumore alla prostataDosi ottimali di vitamina B6 potrebbero aumentare il tasso di sopravvivenza nei pazienti con tumore alla prostata in fase iniziale. A sostenerlo è uno studio condotto presso l’Harvard School of Public Health di Boston, e pubblicato sull’«American Journal of Clinical Nutrition», secondo cui anche l’alimentazione avrebbe un ruolo importante nell’evoluzione del tumore alla prostata e nelle possibilità di sopravvivenza. Il team di ricercatori guidato da Julie L. Kasperzyk ha tenuto in osservazione per vent’anni 525 soggetti affetti da tumore alla prostata monitorandone i livelli di vitamina B6, B12, folati, riboflavina e metionina. Dai dati è emerso che, a differenza degli altri nutrienti, i pazienti con più elevati livelli di vitamina B6 (il 25%) avevano una riduzione del 29% del tasso di mortalità rispetto ai soggetti con livelli inferiori. I pazienti riuniti in un primo gruppo assumevano in media da 2,2 a 2,9 mg di vitamina B6 al giorno, mentre altri ne prendevano da 1,3 a 1,9 mg (la dose raccomandata per gli uomini fino a 50 anni è di 1,3 mg al giorno, mentre sopra i 50 anni i medici consigliano 1,7 mg). L’effetto protettivo della vitamina B6 è però risultato più incisivo nelle fasi iniziali del tumore, quando esso non è ancora esteso ad altri organi: in questa categoria di pazienti il tasso di mortalità è infatti risultato del 5%. I risultati della ricerca offrono prospettive interessanti, dice Kasperzyk, per quanto riguarda il legame tra fattori alimentari e chances di sopravvivenza. «A essere rilevante, per quanto riguarda il tumore alla prostata – afferma la ricercatrice dell’Harvard School of Public Health –, è soprattutto il potenziale nesso tra vitamina B6 e ridotta risposta della prostata al testosterone». Come è noto, il testosterone è ritenuto – sebbene i pareri degli scienziati siano ancora discordanti – il «combustibile» delle cellule tumorali, così che bloccarne l’azione di stimolo potrebbe aiutare a controllarne la progressione. «Nel nostro studio – conclude Kasperzyk – non abbiamo misurato direttamente questa relazione, ma potrebbe essere questa la chiave del meccanismo protettivo della vitamina B6».

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J.L. Kasperzyk et al., One-carbon metabolism-related nutrients and prostate cancer survival

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