Vitamine e bambini: chi troppo, chi niente
10/07/2009Uno studio pubblicato sugli «Archives of Pediatric and Adolescent Medicine» ha evidenziato che i bambini in salute la cui alimentazione è varia e bilanciata assumono più vitamine di coloro che ne avrebbero invece maggior bisogno.
A chi troppo, a chi niente. Si potrebbe riassumere così l’esito di uno studio statunitense che ha indagato sul consumo di supplementi di vitamine e minerali tra bambini e adolescenti. Dall’indagine, che ha coinvolto oltre diecimila soggetti tra i 2 e i 17 anni che dal 1999 al 2004 hanno preso parte al National Health and Nutrition Examination Survey, è emerso che molti under 17 fanno uso di supplementi senza averne bisogno, mentre coloro che presentano carenze di vitamine e minerali spesso non ricorrono agli integratori.«Volevamo capire quanti utilizzano integratori e anche se ciò accade per supplire a eventuali carenze dovute a una dieta inadeguata», spiega Ulfat Shaikh, pediatra dell’Università della California.
In particolare, i bambini in buone condizioni di salute, attivi e che seguono una dieta equilibrata sono anche i maggiori consumatori di supplementi (ne fa uso il 37%), utilizzati invece solo dal 28% di coloro che ne avrebbero realmente bisogno. «Certo, nella scelta pesano anche fattori socioeconomici», ha dichiarato la pediatra. I dati rendono infatti evidente come nelle famiglie povere sia meno diffuso l’uso di vitamine (22%), al contrario delle famiglie con maggiori disponibilità economiche (47%).
«I dati raccolti non sono certo una sorpresa – commenta Cino Galluzzo, esperto di nutrizione pediatrica dell’ospedale Fatebenefratelli di Erba (Co) –, ma la conferma scientifica di quanto vediamo tutti i giorni anche nel nostro paese. Infatti non sorprende neanche il fatto che molti bambini che dovrebbero prendere vitamine non lo facciano: succede non soltanto in famiglie in difficoltà economica o con problemi di denutrizione, ma anche, anzi spesso, se c’è uno stato di malnutrizione non riconosciuto».
Quello della malnutrizione, continua l’esperto, è un problema «subdolo», che interessa anche famiglie non necessariamente povere: «Le mamme non sanno molto di alimentazione, oppure assecondano i gusti del figlio, spesso dettati dalle mode: così capita che bimbi e ragazzini mangino cibi inadeguati ed evitino frutta e verdura, le fonti più importanti di vitamine e minerali».
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