Correre, il miglior rimedio per ridurre la pressione
05/10/2009Correre o svolgere una regolare attività aerobica può ridurre significativamente il rischio ipertensivo e migliorare la qualità della vita. Un aiuto in questo senso è fornito anche da alcune vitamine di cui recenti studi hanno evidenziato l’azione di contrasto nei confronti dell’ipertensione.
La corsa è uno dei migliori alleati del cuore. A sostenerlo sono i numerosi studi che da anni ne evidenziano i benefici a livello cardiovascolare: il migliore apporto di sangue e ossigeno a tutti i tessuti, compreso il muscolo cardiaco, l’incremento dei valori del cosiddetto colesterolo buono, la diminuzione della percentuale di grasso corporeo. Così come qualsiasi attività aerobica, correre aiuta dunque a contrastare l’ipertensione, migliorando anche il tono dell’umore e la stessa qualità della vita: l’importante è cercare di mantenere una certa regolarità nell’esercizio, compiendo sforzi adeguati al proprio livello di allenamento e alle personali condizioni di salute.Se il jogging è un rinomato toccasana per cuore, arterie e circolazione, non tutti sanno che un importante contributo per tenere sotto controllo l’ipertensione viene fornito anche da alcune preziose vitamine.
Di recente, uno studio condotto dalla University of California di Berkeley e pubblicato su «Nutrition Journal» ha evidenziato la funzione regolatrice della vitamina C sulla pressione sanguigna in un campione di giovani donne: a livelli maggiori della vitamina corrispondeva una riduzione di 4,66 mmHg (millimetri di mercurio) nella pressione sistolica e di 6,04 in quella diastolica. Nei soggetti con livelli più bassi della vitamina si assisteva invece a un innalzamento dei valori pressori. La funzione antipertensiva della vitamina C è stata confermata anche da uno studio italiano dell’Università di Pisa in cui la somministrazione per via endovenosa della sostanza ha dimostrato di ridurre l’iperattività del sistema nervoso simpatico, componente del sistema nervoso centrale deputato anche al controllo della pressione sanguigna. La somministrazione di 3 grammi di vitamina C, spiegano gli autori dello studio, ha determinato un calo dell’11% dell’attività del sistema nervoso simpatico e una riduzione media dei valori pressori del 7%.
Altra alleata del cuore, secondo uno studio comparso su «Circulation», è la vitamina D. Ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston hanno infatti rilevato che soggetti ipertesi con scarsa disponibilità di vitamina D nell’organismo (meno di 15 ng/mL) sono soggetti a un maggiore rischio cardiovascolare. Lo studio, di tipo osservazionale, non ha consentito agli autori di stabilire con certezza se l’aumento degli eventi cardiovascolari associato al deficit di vitamina D sia di tipo causa-effetto ma si ipotizza un ruolo della vitamina nel sistema renina-angiotensina, uno dei principali meccanismi di regolazione della pressione arteriosa.
G. Block et al., Vitamin C in plasma is inversely related to blood pressure and change in blood pressure during the previous year in young Black and White women
T. Wang et al., Vitamin D deficiency and risk of cardiovascular disease
