Donne sportive, il segreto è nel cibo

07/06/2010

Seguire determinate abitudini alimentari, assicurandosi il giusto apporto di vitamine e minerali, può aiutare a sostenere l’organismo nello sport migliorando le proprie prestazioni. È la conclusione di una tesi di dottorato che ha analizzato le abitudini alimentari di alcune calciatrici professioniste spagnole.

Sport e abitudini alimentariUn’adeguata forma fisica, un buon grado di allenamento e naturalmente una dose di talento. Per riuscire nello sport queste sono prerogative fondamentali, ma non del tutto sufficienti: altrettanto importante per migliorare le proprie performances atletiche è, infatti, seguire delle corrette abitudini alimentari. In sintesi, è questa la conclusione a cui è giunta Leyre Gravina in una tesi di dottorato sostenuta presso la Universidad del País Vasco di Bilbao. Il lavoro è stato il frutto di un’analisi, durata una settimana, effettuata su calciatrici professioniste appartenenti alle prime due squadre della città di Bilbao. Sotto esame le abitudini alimentari delle atlete nel periodo precedente un match, nel giorno stesso della gara e in quelli seguenti. Uno dei primi dati scaturiti dall’osservazione è stato quello relativo alle reazioni innescate nell’organismo a seguito dell’attività sportiva: stress ossidativo, diminuzione del numero di linfociti con maggiore esposizione alle infezioni, danni a livello muscolare e cellulare, alterazioni dell’equilibrio elettrolitico. Per far fronte a queste reazioni e sostenere l’organismo nella pratica sportiva, spiega Gravina, è fondamentale assicurarsi deteminati nutrienti e questo dipende naturalmente dalle abitudini alimentari. Nel corso della sua osservazione, l’autrice ha rilevato una serie di «scorrettezze» relative, per esempio, a un’insufficiente assunzione di carboidrati e di liquidi, così come a una scarsa presenza di potassio che è importante per mantenere l’equilibrio elettrolitico ed evitare crampi muscolari, nonché alterazioni della conduzione nervosa e a livello cardiaco. Le calciatrici di entrambe le squadre presentavano inoltre squilibri nei livelli di acido folico, vitamina D, calcio, iodio, mentre in un team è stata riscontrata anche carenza di magnesio. Tutte sostanze essenziali per chi pratica sport: vitamina D e calcio per la solidità delle ossa, lo iodio per i processi metabolici, il magnesio per la funzionalità muscolare. A conclusione della sua tesi, l’autrice propone degli accorgimenti nutrizionali per migliorare le prestazioni sportive. Per esempio, il numero dei globuli rossi (soggetti spesso a rottura durante lo sforzo) può essere incrementato assumendo maggiori introiti di proteine, acido folico e vitamina C; per contrastare le infiammazioni è importante il ricorso a vitamine e carotenoidi; per contrastare il danno cellulare sono consigliati fibre e carotene, mentre per limitare il danno ossidativo va aumentato l’introito di carboidrati, fibre e vitamine antiossidanti.

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L. Gravina, Nutritional study of top-class women footballers and the relation with changes in haematology, oxidative stress and muscular damage after playing a football match

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