I ciclisti pedalano verso l’osteoporosi?

28/08/2009

Secondo uno studio pubblicato su «Medicine & Science in Sports & Exercise», i ciclisti che praticano questo sport a livello agonistico o con molta assiduità presentano una densità minerale ossea inferiore rispetto a coloro che vanno in bicicletta in modo più saltuario.

Ciclismo e rischi di osteoporosiMantiene in salute cuore e arterie, aiuta a bruciare i depositi di grasso e a ridurre il colesterolo, contrasta il diabete, scioglie le articolazioni, incrementa la funzionalità respiratoria. I benefici della bicicletta sono indiscutibili, ma a sentire un team di ricercatori statunitensi le insidie non mancherebbero, soprattutto per coloro che praticano questa attività in modo più intenso e assiduo. 
In uno studio pubblicato su «Medicine & Science in Sports & Exercise», gli esperti hanno infatti riscontrato che i «fanatici» della bicicletta presentano una densità ossea minore (soprattutto a livello di spina dorsale) rispetto a coloro che inforcano le due ruote più occasionalmente. A essere «sotto accusa» è proprio la tipologia di questa pratica sportiva, che non sollecita abbastanza la struttura ossea: il fatto di essere seduti sulla bici comporta infatti una minore forza meccanica e di conseguenza incrementi più modesti di massa ossea.
Andare in bicicletta, spiegano gli studiosi, è uno straordinario esercizio per il sistema cardiovascolare, che comporta uno scarso carico meccanico su ossa e articolazioni. Bisogna però considerare che più intenso è il carico esercitato, maggiore è in risposta l’aumento di massa ossea: senza questo tipo di stress le ossa non diventano più forti e sono più esposte a infortuni. Il rischio, dunque, è quello di andare incontro a maggiori possibilità di sviluppare osteopenia e osteoporosi: una prospettiva che accomuna ciclisti e nuotatori, dato che anche gli amanti della piscina sono impegnati in un’attività esercitata quasi in assenza di gravità.
Entrambe le discipline inoltre, sottolineano gli esperti, sono caratterizzate da un notevole dispendio di calorie e di nutrienti che, se non vengono rimpiazzati adeguatamente con la dieta, privano l’organismo di sostanze importanti per l’integrità delle ossa, come calcio e vitamina D. Si tratta di un deficit calorico che può anche avere ripercussioni psicologiche e comportare problemi come un basso livello di estrogeni nelle donne e di testosterone negli uomini, ormoni che hanno un effetto protettivo sul sistema osseo e prevengono il rischio di fratture. Tra le raccomandazioni per i ciclisti e i nuotatori più accaniti, oltre a curare l’alimentazione, quella di integrare gli allenamenti con esercizi di carico sulle ossa, in modo da incrementare la densità della massa ossea e ridurre il rischio di infortuni e fratture.

D.A. Bemben et al., Bone density comparisons in male competitive road cyclists and untrained controls

Archivio