Davanti al computer
24/05/2009La Commissione Difesa Vista ammonisce: troppe ore davanti allo schermo mettono a rischio la salute degli occhi. Gli stratagemmi da adottare e l’apporto delle vitamine «salvavista» per evitare l’insorgenza di pericolosi disturbi visivi.
Un italiano su cinque non si è mai sottoposto a un controllo oculistico, 35 milioni di nostri connazionali (più del 60%) non fanno una visita specialistica da oltre tre anni, e una persona su quattro soffre di un problema alla vista non adeguatamente corretto. I dati, che rivelano la scarsa attenzione degli italiani per la salute degli occhi, sono stati diffusi dalla Commissione Difesa Vista (CDV), un organismo nato nel 1972, composto dai maggiori specialisti in materia, impegnato nella ricerca, informazione e sensibilizzazione sui temi del benessere visivo. Una situazione resa più problematica dalla capillare diffusione dei computer e dalla prolungata permanenza davanti allo schermo per motivi di lavoro, studio e gioco. Stare troppo tempo al computer, infatti, può affaticare la vista e provocare arrossamento, bruciore, secchezza, lacrimazione, mal di testa, senza considerare l’insorgenza di disturbi dovuti a difetti visivi preesistenti, mal corretti o ignorati. «Un miope sottocorretto – spiega il dottor Francesco Loperfido, consulente della CDV – modifica la sua postura in avanti sovraccaricando il collo; questo causa maggiori bruciori agli occhi per la vicinanza allo schermo e fastidi dovuti alla contemporanea necessità di scrivere sulla tastiera e guardare il monitor». «L’ipermetrope, manifesto o latente, ha il problema opposto: dopo un po’ i caratteri si sdoppiano ed egli tende ad allontanarsi dallo schermo, problema che si accentua con la presbiopia. Infine gli astigmatici tendono ad avere posture lateralizzate per compensare astigmatismi elevati. Tutte queste “accomodazioni” possono provocare una serie di disturbi che prendono il nome di astenopia accomodativa, una sindrome clinica caratterizzata da fotofobia, riduzione dell’acuità visiva, visione sfuocata o doppia, lacrimazione, prurito, irritazione ma anche cefalea, nausea e tensione generale».Come rimediare? Innanzitutto è bene effettuare un accurato controllo oculistico per verificare l’eventuale presenza di deficit visivi e, in secondo luogo, è necessario adottare alcune precauzioni. Il monitor consigliato dagli esperti della CDV è quello ultrapiatto di ultima generazione, di dimensioni medio-grandi (15-17 pollici), da utilizzare a 60-70 cm di distanza. Attenzione anche all’illuminazione dell’ambiente. Bisogna evitare di lavorare avendo alle spalle una finestra che provoca fastidiosi riflessi sul monitor, ma anche un contrasto eccessivo tra la postazione di lavoro e l’ambiente circostante può creare problemi, in quanto la continua necessità di adattamento a ogni spostamento dello sguardo comporta un inevitabile affaticamento. È consigliabile che l’illuminazione della postazione di lavoro sia leggermente più intensa rispetto a quella della stanza, preferendo luci calde come quelle delle lampade daylight (che simulano la luce del giorno) o alogene (utile anche la lampada da tavolo per illuminare il piano di lavoro).
Per prevenire l’affaticamento visivo è utile eseguire, durante il giorno, esercizi di rilassamento socchiudendo le palpebre per 1 o 2 minuti. Bisogna, infine, avere la premura di fare delle pause di almeno 15 minuti ogni 2 ore di attività, per sgranchire gambe, braccia e schiena, e far riposare la vista distogliendo gli occhi dallo schermo.
Tra le strategie salvavista non va dimenticata l’alimentazione: molti disturbi visivi sono infatti conseguenza di deficit nutrizionali e di una dieta carente di vitamine. In particolare, molto importante per il benessere degli occhi è l’apporto della vitamina A, in grado di migliorare l’acutezza visiva grazie all’azione positiva esercitata sui bastoncelli, particolari strutture presenti nella retina che assicurano la giusta percezione della luce, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione.
Fondamentale anche l’azione di altri antiossidanti come la vitamina C e la E, efficaci nella prevenzione dei danni foto-ossidativi indotti dalla luce e nel contrastare la formazione di radicali liberi, che causano nel tempo un precoce invecchiamento cellulare, a danno anche delle strutture oculari. Tra i minerali, da segnalare il contributo di zinco e selenio che agevolano l’assorbimento da parte dell’organismo di antiossidanti come la vitamina A e la E, importanti per la salute degli occhi. Commissione Difesa Vista
